Maria Di Stefano

| Notizie dalla scuola |
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La manovra di razionalizzazione della spesa pubblica (legge 133/2008) sta producendo i suoi effetti, che si traducono principalmente, in un settore labour intensive come quello della scuola, in riduzione del personale. L’operazione è stata giustificata dal Governo, in termini macroeconomici, alla luce della crisi finanziaria internazionale e della particolare condizione del debito pubblico italiano, il terzo più elevato al mondo. Ma il (parziale) riequilibrio dei conti pubblici significa per la scuola italiana una secca riduzione di risorse finanziarie e umane, e quindi un problema in più per chi si preoccupa della qualità del servizio e dei suoi risultati in termini di livelli di apprendimento degli studenti. Si fermerà qui l’azione della maggioranza? Sembra che a breve si possa aprire la “fase due”. Nel mirino carriera, reclutamento e nuova governance. E non mancano le sorprese nei contenuti della proposta di cambiamento, che potrebbero riaccendere le polemiche su nuovi fronti. In un’intervista pubblicata sul numero in edicola di Tuttoscuola, il presidente della Commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea, apre un nuovo fronte sulla definizione delle regole per la carriera dei docenti: “Occorre prevedere - spiega l’onorevole del Pdl - più modalità di riconoscimento professionale, non escludendo la possibilità che anche le scuole possano valutare miglioramenti retributivi. In sostanza, l’esperienza personale di dirigente scolastico e la conoscenza dei migliori sistemi educativi mi porta a dire che i dirigenti possono diventare un soggetto valutativo, ma non in via esclusiva”. “La premialità dei docenti potrebbe essere competenza anche di altri soggetti. Penso - continua l’esponente del Popolo della Libertà - agli ispettori, magari in collegamento con l’Invalsi, come avviene con l’Ofsted in Inghilterra, ma anche alle famiglie, agli studenti e agli organismi tecnici delle scuole, chiamati a valutare l’efficacia dell’azione educativa come nelle migliori tradizioni”. Di fatto genitori e studenti daranno il voto agli insegnanti? “Penso - risponde la Aprea nell’intervista - che solo attraverso più indicatori si potrà monitorare e incoraggiare una sempre maggiore qualità e professionalità della docenza italiana, e che dunque anche le famiglie e gli studenti potranno essere coinvolti nella valutazione. Questi ultimi, d’altra parte, già valutano i docenti in alcune università”.
"L'italiano una lingua in coma" è il titolo di un articolo pubblicato con rilievo lo scorso venerdì 19 febbraio dal quotidiano La Stampa. Ne è autrice l'insegnante-scrittrice torinese Paola Mastrocola, autrice qualche anno fa del fortunato best-seller "La scuola raccontata al mio cane" e di altri testi di analisi e narrazione della decadenza della scuola italiana. La Mastrocola, inizialmente inserita nella "cabina di regia" per la riforma dei licei coordinata dal consigliere del ministro Gelmini Max Bruschi, si è poi dimessa da questa commissione per motivi personali, pur restando in sintonia con il gruppo di lavoro. Secondo la scrittrice-insegnante, c'è un problema che sovrasta tutti gli altri: è quello della conoscenza dell'italiano, in particolare all'inizio della scuola secondaria superiore. Per questo avanza una proposta originale: quella di sottoporre tutti gli studenti che si iscrivono al primo anno delle superiori ad un test linguistico, gestito dall'Invalsi, volto ad accertare la loro preparazione linguistica di base: "ortografia, lessico, grammatica, sintassi, punteggiatura", elenca la Mastrocola. Chi non raggiunge un punteggio accettabile, dovrebbe frequentare "per tre o sei mesi", in aggiunta alle lezioni normali del mattino, un corso di "Grammatica Intensiva Pomeridiana per rimettersi in pista". I tempi per la realizzazione di questa iniziativa di "Pronto Soccorso Linguistico", come la definisce l'autrice, dovrebbero essere immediati, perché se l'italiano è "in coma", serve un intervento d'urgenza, "una specie di centro di rianimazione, di Emergency", nel quale impiegare magari giovani precari in qualità di "grammairiens sans frontières", spendendo una parte dei risparmi che verranno già quest'anno dai tagli al bilancio del Miur.
Da Tuttoscuola.com _______________________________________________________
Ultima rilevazione INVALSI Un articolo su cui riflettere:
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C.M. 2 dell'8 gennaio 2010
Indicazioni e raccomandazioniper l’integrazione
di alunni con cittadinanza non italiana
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CITTADINANZA E COSTITUZIONE
Riporto la nota prot. n. 3640/F27 del 27.01.2010, a firma del
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